martedì, 16 ottobre 2007
I lettori di questo blog,  che pure ho abbandonato da qualche mese, forse si aspettavano da me qualcosa in più di un augurio di buona fortuna  a Cantat in seguito alla sua uscita dal carcere. Avrei preferito tacere, avendo già detto ampiamente tutto quello che penso della vicenda in Tu mi dai il male e avendolo fatto senza che nessuno me l'avesse chiesto. Ma leggendo la quantità di notizie che continuano a circolare sulla questione e che sono  costruite su archivi pieni di notizie false, di errori e di prese di posizione tanto politicamente corrette quanto del tutto scollate dalla storia, ho pensato di dire ancora una volta (ancora una volta senza che nessuno me l'abbia chiesto) la mia.
La scarcercerazione su libertà condizionale a metà pena, nel caso in questione era un atto dovuto;  bisogna interrogarsi su quello che si chiede alla carcerazione; la punizione,  il reinserimento, la correzione e pertanto la non reiterazione del reato o la vendetta. E' evidente che neppure 4 ergastoli renderanno ai 4 figli di Marie la loro madre. Ma scrivere su un forum, riportato da un articolo di Repubblica.it che Marie non è morta a metà è demenziale. Tra l'altro a nessuno viene in mente di andare a verificare se per caso quel giornale che pubblica quel forum sia di proprietà dello stesso gruppo della casa di produzione che ha chiesto a Cantat un risarcimento per aver causato l'interruzione delle riprese del film che Marie stava girando, e che  proprio dalla morte di Marie ha avuto un ritorno pubblicitario irraggiungibile con i normali mezzi. E' agghiacciante quello che dico, lo so, appunto. Ma chissà come mai non ha scandalizzato nessuno che la produzione di Colette chiedesse a Cantat un risarcimento.
Il Corriere.it titolava invece "uscito Cantat che uccise a pugni e calci Marie Trintignant".
E' stato accertato che che le dichiarazioni di Cantat hanno avuto riscontri in sede processuale:"Quattro schiaffi, quattro schiaffi molto forti." Quattro schiaffi che non sarebbero mai dovuti partire, questo va da sè.
Inoltre Cantat non si è mai deresponsabilizzato, non ha mai fatto dichiarazioni contrastanti, non ha mai cercato attenuanti. Un differenza tra chi compie un delitto e cerca di farla franca,  tra chi accetta tutte le conseguenze del suo gesto e chi minimizza per me c'è. Poi c'è la questione della violenza sulle donne. Che è la questione più spinosa, perché nessuno potrebbe mai,  e ci mancherebbe altro,  prendere le difese di un uomo violento con una donna. Io credo, naturalmente è il mio parere, che Cantat non fosse un picchiatore abituale come qualcuno ha voluto lasciarlo passare,  nè Marie il tipo di donna che avrebbe potuto accettare quel tipo di relazione. Per me si è trattato di un maledetto incidente, Cantat avrebbe dovuto pensare alle conseguenze del suo gesto, ma si tratta di un gesto pagato anche amaramente e non mi dilungo perchè quello che penso, appunto, l'ho già ampiamente espresso. Solo vorrei smettere di leggere stupidaggini sull'argomento e sui privilegi di cui avrebbe beneficiato. E tralascio i telegiornali.
Ora chi ha voglia e tempo può leggere qui e magari può farsi un'idea della questione strettamente giuridica relativa alla scarcerazione.

Io sto scrivendo un'altra storia, molto diversa, do il mio commiato a Bertrand Cantat e mi unisco a chi chiede che sia lasciato in pace.
postato da: susibrescia alle ore 21:52 | Permalink | commenti (8)
Commenti
#1   17 Ottobre 2007 - 00:23
 
Grazie Susi...bellissimo post!!!
Non c'è niente da aggiungere, proprio niente.
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#2   17 Ottobre 2007 - 11:22
 
Susi, mi sono permesso di linkare questo tuo post sul mio blog, perchè tutto quello che avrei voluto dire io sull'argomento, l'hai detto molto meglio tu.
Attendo con ansia di leggere il tuo prossimo libro.
A presto...
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#3   18 Ottobre 2007 - 02:05
 
http://imagesofme.splinder.com/post/14332286/DONNE

Grazie per l'attenzione

ME
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#4   18 Ottobre 2007 - 08:08
 
ciao Susi, condivido senza eccezioni il contenuto del tuo post.
Resta in me il dubbio circa la necessità del "divieto di diffondere qualsiasi tipo di opera a carattere audiovisivo di cui sia autore o coautore." Secondo te quale ne è la ragione?
ciao e buon lavoro
marina
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#5   18 Ottobre 2007 - 08:26
 
Il divieto riguarda ogni riferimento ai fatti di Vilnius e a Marie, è un divieto di buonsenso secondo me, oltre che di buongusto, che protregge i familiari di Marie e la sua memoria. Come si faccia poi a capire che quel verso si referisce ai fatti di Vilnius (ammesso che Cantat scriva ancora) e quell'altro no...credo sia difficile da stabilire, diciamo che il divieto si può applicare solo ai riferimenti espliciti.
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#6   18 Ottobre 2007 - 09:35
 
Volevo solo postare un articolo che, stranamente, mi sembra ben fatto sull'argomento:
http://www.musiclink.it/dettaglio_v2.php?id=5974

Ciao e ancora grazie!
http://www.myspace.com/giospots
utente anonimo

#7   18 Ottobre 2007 - 10:37
 
grazie a te!
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#8   22 Dicembre 2007 - 10:46
 
Ciao Susi, sono Vera. Ho seguito la vicenda, sì. Ho parlato di te e del tuo libro nella biblioteca virtuale di anobii.com, un sito che trovo interessantissimo e che consente di crearsi biblioteche virtuali e di far conoscere e discutere libri. Se vuoi scrivimi che ti do tutti i riferimenti del caso. C'è anche un bel gruppo di discussione che prevede dialoghi con l'autore. Ciao e uone Feste, Vera
www.cinnamomumverum.splinder.com
www.anobii.com
http://www.anobii.com/anobi/person_home.php
utente anonimo

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