La scarcercerazione su libertà condizionale a metà pena, nel caso in questione era un atto dovuto; bisogna interrogarsi su quello che si chiede alla carcerazione; la punizione, il reinserimento, la correzione e pertanto la non reiterazione del reato o la vendetta. E' evidente che neppure 4 ergastoli renderanno ai 4 figli di Marie la loro madre. Ma scrivere su un forum, riportato da un articolo di Repubblica.it che Marie non è morta a metà è demenziale. Tra l'altro a nessuno viene in mente di andare a verificare se per caso quel giornale che pubblica quel forum sia di proprietà dello stesso gruppo della casa di produzione che ha chiesto a Cantat un risarcimento per aver causato l'interruzione delle riprese del film che Marie stava girando, e che proprio dalla morte di Marie ha avuto un ritorno pubblicitario irraggiungibile con i normali mezzi. E' agghiacciante quello che dico, lo so, appunto. Ma chissà come mai non ha scandalizzato nessuno che la produzione di Colette chiedesse a Cantat un risarcimento.
Il Corriere.it titolava invece "uscito Cantat che uccise a pugni e calci Marie Trintignant".
E' stato accertato che che le dichiarazioni di Cantat hanno avuto riscontri in sede processuale:"Quattro schiaffi, quattro schiaffi molto forti." Quattro schiaffi che non sarebbero mai dovuti partire, questo va da sè.
Inoltre Cantat non si è mai deresponsabilizzato, non ha mai fatto dichiarazioni contrastanti, non ha mai cercato attenuanti. Un differenza tra chi compie un delitto e cerca di farla franca, tra chi accetta tutte le conseguenze del suo gesto e chi minimizza per me c'è. Poi c'è la questione della violenza sulle donne. Che è la questione più spinosa, perché nessuno potrebbe mai, e ci mancherebbe altro, prendere le difese di un uomo violento con una donna. Io credo, naturalmente è il mio parere, che Cantat non fosse un picchiatore abituale come qualcuno ha voluto lasciarlo passare, nè Marie il tipo di donna che avrebbe potuto accettare quel tipo di relazione. Per me si è trattato di un maledetto incidente, Cantat avrebbe dovuto pensare alle conseguenze del suo gesto, ma si tratta di un gesto pagato anche amaramente e non mi dilungo perchè quello che penso, appunto, l'ho già ampiamente espresso. Solo vorrei smettere di leggere stupidaggini sull'argomento e sui privilegi di cui avrebbe beneficiato. E tralascio i telegiornali.
Ora chi ha voglia e tempo può leggere qui e magari può farsi un'idea della questione strettamente giuridica relativa alla scarcerazione.
Io sto scrivendo un'altra storia, molto diversa, do il mio commiato a Bertrand Cantat e mi unisco a chi chiede che sia lasciato in pace.












Ho letto di questo libro su D di Repubblica un sabato mattina durante la colazione, e l'argomento mi ha subito attirato: ricordavo la notizia sul caso dell'omicidio di Marie Trintignant da parte del suo compagno Bertrand Cantat. Il fatto che loro fossero la coppia più "in" di tutta la Francia, lei l'attrice figlia d'arte e lui il cantante dei Noir Désir, la rockstar noglobal d'oltralpe, in Italia aveva provocato una eco per qualche giorno: ma nella loro patria le cose hanno preso una piega ben diversa.